Il nome della sostituzione di Zion di Matrix 4 ha 3 uova di Pasqua nascoste

In un abile atto di simmetria del franchise, il nome sostitutivo Zion di Matrix 4 contiene tre uova di Pasqua nascoste. Tornando al mondo di Matrix circa 18 anni dopo Matrix Revolutions, l’ultima offerta di Lana Wachowski ha diviso il pubblico, con le forti performance del cast di Matrix Resurrections in contrasto con una sceneggiatura a volte stridente.    Eppure, nonostante l’accoglienza decisamente mista della critica, The Matrix Resurrections agisce senza dubbio come una lettera d’amore al suo franchise, con il film di Wachowski disseminato di dettagli nascosti, uova di Pasqua e richiami alla trilogia originale di Matrix.

Nelle prime tre puntate di Matrix, l’ultimo bastione della civiltà umana era Zion. Nella vita reale, l’originale Zion era un’antica città ebraica spesso usata come sinonimo di Gerusalemme, e il ritorno di Neo (Keanu Reeves) come The One è probabilmente un riferimento poco velato al suo status di messia del canone di Matrix.  Anche se Zion sopravvive all’assalto delle macchine alla fine di The Matrix Revolutions, è stata sostituita dall’idilliaco Io in The Matrix Resurrections e agisce invece come un fulgido esempio di umani e macchine che coesistono pacificamente al di fuori di Matrix.

In The Matrix Resurrections, il sostituto di Zion, Io, contiene tre scintillanti uova di Pasqua che rimandano alla trilogia originale di Matrix. Il primo è la sua ortografia, con Io che è Zion senza un inizio o una fine, che richiama la famosa citazione dell’Oracolo “tutto ciò che ha un inizio ha una fine” - quindi implica che la città utopica di Io sarà senza fine nel canone di Matrix. In secondo luogo, Io è anche il numero due in codice binario (se letto come 10), il che rappresenta che Io è la seconda città macchina ad esistere. Terzo e ultimo, il fatto che Io sia il numero due in codice binario rappresenta che in Matrix Resurrections, Neo e Trinity sono entrambi The One come coppia.

Machine City in Matrix Resurrections

In The Matrix Revolutions, l’Oracolo dice a Neo che “tutto ciò che ha un inizio ha una fine”. Mentre questa linea è originariamente progettata per indicare la sua volontà di permettere la fine del ciclo perpetuo di Matrix per mano dell’agente Smith (Hugo Weaving), ha un significato maggiore se guardata attraverso il prisma della trama di The Matrix Resurrections. Il fatto che Io sia letteralmente la parte centrale della parola Zion mostra che come Io non ha un inizio, non avrà nemmeno una fine, indicando che la nuova città umana sopravviverà per l’eternità. Questo è particolarmente toccante nel contesto della narrazione di The Matrix Resurrections e del successivo rilascio, con molti spettatori che credono che Resurrections sarà l’ultimo film di Matrix canonico.

Gli strati di uova di Pasqua con Io non finiscono qui, tuttavia, con il nome Io che è anche un cenno al codice che è diventato una parte iconica dell’immagine della trilogia originale di Matrix. Io, quindi, agisce in codice binario come un significante per la seconda città delle macchine - così come un accenno evidente al finale di The Matrix Resurrections. Neo e Trinity rappresentano l’Uno come una coppia (due), riflettendo ulteriormente il nome preveggente di Io. The Matrix 4 potrebbe non essere un’opera cinematografica perfetta secondo molti parametri, ma la sua simmetria con i precedenti episodi di Matrix lo rende comunque una gioia per gli occhi.

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